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Come anticipato nelle stories di instagram, questo mese io e la collega Stefania De Fiore affronteremo il tema della coppia nei nostri incontri #PsyMovieClub.

Per chi non lo sapesse, da settembre io e @lospecchiodellapsicologa (Stefania!) abbiamo creato un piccolo format che assomiglia ad una sorta di cineforum online. Ogni mese scegliamo una tematica psicologica (es. adolescenza, famiglia…) e vi chiediamo di aiutarci a scegliere 2 film presenti sulle piattaforme di streaming online come Netflix o Prime Video da visionare insieme. A seguito di questi sondaggi ci lasciamo un po’ di tempo per recuperare i film, elaborarli, digerirli e poi ci diamo appuntamento in diretta su instagram per parlarne insieme.

Qui i video dei primi 4 incontri:

Questo mese, dicevo, affronteremo il tema della “coppia“. Purtroppo i film che per eccellenza, secondo me, trattano questo tema non sono reperibili online. Parlo della BEFORE TRILOGY di Linklater: “Before Sunrise”, “Before Sunset” e “Before Midnight”. Tre film realizzati a 9 anni di distanza l’uno dall’altro; d’altronde, il regista è conosciuto soprattutto per il suo “BOYHOOD“, film girato nell’arco di 12 anni con gli stessi attori che crescono e invecchiano realmente nel corso delle scene.

Ho pensato quindi di dedicare a questi 3 piccoli capolavori alcuni post sul blog per invogliarvi ad acquistarli/noleggiarli direttamente in dvd (non è un’adv, giuro!) e goderne appieno.

Partiamo dal primo della “saga” (che originariamente non era stata pensata come tale): Before Sunrise – o in italiano, prima dell’alba.

La trama – Metà anni ’90. Un treno che sfreccia tra le cittadini europee. Un ragazzo americano di nome Jesse (Ethan Hawke) sta andando a prendere il volo che lo riporterà negli Stati Uniti dopo essere stato malamente mollato dalla fidanzata a Madrid. Nello stesso vagone c’è Celine (Julie Delpy), una studentessa francese che cerca disperatamente un po’ di silenzio per poter leggere il suo libro in pace dopo essere stata a trovare la nonna a Budapest. Quando lei cambia posto per evitare di ascoltare la lite tra una rumorosa coppia di tedeschi e si siede accanto al giovane, tra i due scoppia la scintilla. Una conversazione spontanea, la complicità e l’interesse sempre più vivo. Il treno si ferma a Vienna e Jesse è costretto a scendere per raggiungere l’aeroporto. Il suo animo romantico però lo spinge a fare una proposta stravagante:

Fai un salto… di dieci, vent’anni, d’accordo? Tu sei sposata e il tuo matrimonio non ha più quella stessa carica che aveva un volta, capisci? Cominci a incolpare tuo marito, cominci a pensare a tutti gli uomini che hai conosciuto nella tua vita e a che cosa ti sarebbe accaduto se ti fossi messa con uno di loro. Ci sei? Beh, io sono uno di quelli, eccomi qui. Perciò prendila come una specie di viaggio nel tempo, da allora ad adesso, per scoprire cosa ti perdi. Vedi, questo potrebbe essere un gigantesco favore, fatto sia a te sia al tuo futuro marito, per scoprire che in realtà non ti perdi niente, sono un perdente esattamente quanto lui, privo di stimoli, una palla al piede e hai fatto la scelta giusta e nei sei molto felice.

Celine decide di correre il rischio ed accetta la bizzarra richiesta: trascorrere 24h insieme ad uno sconosciuto nella capitale austriaca.

La frase del cuore:
“Tutto quello che facciamo nella vita non è un modo per essere amati un po’ di più?”

Ora parliamo della coppia e di come viene rappresentata in questo film.

Partiamo da una premessa doverosa, o meglio, da una riflessione: i due protagonisti di questo film sono una “coppia”? Per rispondere dobbiamo prima ragionare su che cosa intendiamo per “coppia”.

La Treccani ci viene in aiuto e, guarda caso, nomina subito la “coppia amorosa”. La “coppia” del film in oggetto allora è una coppia? Potremmo dire che è una coppia “in formazione”. Le loro passeggiate nei vicoli viennesi infatti rappresentano alla perfezione quel lento percorso di congiunzione, fusione, connessione tra due esseri umani che si trovano interessanti.

“Il film a un primo livello non è altro che questo: una chiacchierata tra i due lunga un’ora e mezza” [1]. Non è una banale commedia romantica sull’amore a prima vista, è una storia ben più complessa ed articolata che ci permette di osservare il legame tra i due che cresce lentamente tra “brevi screzi, le punzecchiature e gli sfottò” [1].

La coppia nel film non è ancora una coppia (e fino al prossimo film/post non ci è dato sapere se lo diventerà mai veramente) eppure le dinamiche tipiche di una relazione sentimentale entrano in gioco e vengono sperimentate a più tratti. “Il processo di formazione della coppia inizia nel momento in cui due persone si scelgono, si innamorano e si concretizza con la costituzione di una propria specifica identità di coppia” [2]. Jesse e Celine, a pochi minuti dall’inizio della loro avventura, in fondo, si sono già scelti ma la particolarità di questo film sta proprio nell’impossibilità di concretizzare la diade uomo-donna e progettare insieme un futuro. Lei è francese, lui è americano. Hanno deciso di fermare il tempo per 24h ma poi, dialogando e sognando, decidono di comune accordo che il giorno dopo si tornerà alla “realtà”. Non c’è tempo, forse, per la seconda fase della costruzione di una coppia: l’innamoramento. Jesse e Celine si auto-rivelano a vicenda raccontandosi piccoli aneddoti e riflettendo insieme sul significato dell’amore e dell’identità personale; si avvicinano, si “annusano”, si conoscono e poi si salutano.

Io credo di potermi innamorare veramente quando so tutto di una persona: come si farà la riga ai capelli, quale camicia metterà quel giorno, conoscere esattamente quale storia racconterà in quella data situazione. Allora saprò di essere veramente innamorata“.

Celine

Prima di chiudere l’articolo faccio spoiler, vi avverto.
Per continuare a parlare d’amore e di coppie necessito di parlarvi del secondo film, quello girato nel 2004 ed ambientato a Parigi. Per 9 lunghi anni gli spettatori sono rimasti a sognare davanti ad un finale aperto che sono costretta a svelarvi per poter proseguire questa riflessione: Jesse e Celine, sul binario che li porterà a dividersi per sempre decidono di non rispettare la promessa fatta all’inizio del film. Decidono di darsi un secondo appuntamento, tra 6 mesi, lì a Vienna. Non si scambiano numeri di telefono o indirizzi, fiduciosi che il destino farà la sua parte.. come ha già fatto facendoli incontrare sul treno di 24h prima.

Vi lascio così, con l’immagine di questa coppia che ancora coppia non è “…ma quasi”!


Per riflettere ed approfondire:


Lucrezia

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