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Cos’è che CI connette?

La relazione è un bisogno primario dell’essere umano.
Quando si incontra un “Altro” ci si può rispecchiare in qualcosa che vediamo in lui/lei oppure possono nascere delle fantasie sul suo conto, idealizzandolo/a o proiettando delle parti di noi che in realtà forse non gli appartengono (come a dire “scelgo te perché tu possa soddisfare ciò che io vorrei essere in grado di soddisfare…. E poi forse in futuro sarò in grado di farlo anche io!”). In altri termini, la persona amata (scelta) può darci la possibilità di rimanere in contatto con alcuni aspetti di noi che ancora non siamo pronti ad accettare ma visto che fanno parte dell’Altro diventano meno spaventosi. Non tutte le coppie si scelgono con questa necessità di proiezione: alcuni si scelgono per identificarsi e rafforzare così la propria immagine di sé (specchio, specchio delle mie brame…).

Le motivazioni che ci spingono a diventare una coppia proprio
con QUELLA persona sono consce E inconsce.

Scelgo proprio TE (e non quell’Altro) perché in TE trovo similitudini E differenze: assomigli un po’ a ciò che già conosco, a ciò che ho imparato nella mia storia familiare e, al tempo stesso, un po’ te ne distacchi, mostrandomi qualcosa che è il suo opposto o comunque un’alternativa che mi intriga. Nell’incontro con l’Altro c’è reciprocità e complementarietà di bisogni, desideri e paure…

“Nessuno di noi sa con quale sesto senso (le) persone […] si riconoscono come adatte per dare soluzione ai loro complessi e ai loro sistemi di bisogni spesso internamente contradditori”.

(Henry Dicks, citato in Terapia Familiare , l’orientamento psicoanalitico. Franco Angeli, 1983 [1]).
immagine dal film “Before Sunrise” di Richard Linklater

E una volta trovata “l’altra metà” della mela… Come si arriva a “stare INSIEME”?
Attraverso l’efficace metafora del tennis, Carl Whitaker (pioniere della terapia familiare) cerca di illustrare come avviene il processo graduale che porta l’individuo a scegliere di “giocare il doppio”:

“il campo è più grande, lo sforzo fisico minore e il bisogno individuale di essere un eroe è meno ipnotizzante. Il campo è diviso in due metà ed ognuno è responsabile dei colpi che cadono nella propria (…)”

[2] Considerazioni notturne di un terapeuta della famiglia. Carl Whitaker.

Due persone perciò non diventano una ma “passano dall’essere unite, all’individuarsi, e poi al riunirsi o risposarsi nuovamente” [2] molte volte nel corso della loro storia (una partita a tennis che può durare molti anni, pochi mesi… ma anche per sempre). Per Carl Whitaker, la base per il successo di questa complessa partita è il processo di separazione-appartenenza già iniziato a svilupparsi nelle famiglie d’origine. Che significa? Ognuno di noi, nel corso della vita, impara a “differenziarsi”. Apprende la capacità di appartenere alla propria famiglia e – contemporaneamente – il coraggio di individuarsi, separandosi da essa.

scena da “il Laureato” (regia di Mike Nichols)

Al momento dell’incontro, ciascuno dei due partner porta con sé tutto il bagaglio culturale della propria famiglia d’origine. Ama e condivide solo una parte di questa eredità ma è comunque influenzato da tutto l’insieme di essa [3]. Quando la coppia si forma è necessario che entrambe le parti siano consapevoli di questo processo di cambiamento/crescita…

Utilizzo una metafora di Rodolfo De Bernart a mio parere azzeccatissima:

“Quando un individuo lascia la sua casa, apre i propri armadi e riempie le valigie con i vestiti e gli oggetti che ritiene gli saranno utili nel viaggio; mentre abbandona, perché inutili o controproducenti altri oggetti o vestiti. Ambedue i membri della coppia dovrebbero fare questa operazione nel lasciare la propria famiglia, per ritrovarsi, in un momento successivo, a riaprire le valigie ed a sistemare i vestiti e gli oggetti scelti negli armadi comuni”.

[3] Il letto a sei piazze. La terapia sessuale trigenerazionale di coppia. Rodolfo de Bernart, Barbara Buralli.

Mentre nel primo momento le valigie vengono fatte da soli, nel momento in cui queste vanno disfatte e gli oggetti ricollocati nel nuovo spazio il lavoro diventa “di coppia”. Alcuni vestiti prenderanno posto quasi autonomamente, altri necessiteranno di un po’ di lavoro extra. La coppia, quindi, diventa un vero “gioco di squadra”. La coppia è intesa come un processo di cambiamento nel quale i partner hanno la possibilità di negoziare diritti, privilegi e capacità individuali.

… E la tua coppia com’è? Come si è formata? Senti il bisogno di rimetterci mano? Se vuoi ne possiamo parlare insieme, prendi un appuntamento!

Dott.ssa Lucrezia Arienti

PER APPROFONDIRE:

[1] Il contratto segreto nel matrimonio. Lily Pincus e Cristopher Dare. Da Terapia Familiare , l’orientamento psicoanalitico. Franco Angeli, 1983.
[2] Considerazioni notturne di un terapeuta della famiglia. Carl Whitaker. Astrolabio Ubaldini, 1990
[3] Il letto a sei piazze. La terapia sessuale trigenerazionale di coppia. Rodolfo de Bernart, Barbara Buralli. PSICOBIETTIVO. Rivista quadrimestrale di psicoterapie a confrnto. Gennaio-aprile 2001. Anno XXI.

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